KotaKoti

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Fake - Non fatevi ingannare da Dakota Rose (anno 1995) Lei lavora con Phoshop quindi occhio.

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Il post e' scritto in Togolese ma tu prova a cambiare lingua.

E' l'ora della distensione ..leggi il post

Scrivi pure una parola qui sotto nella lunga linea bianca e ti accontentero' (spero)

lunedì 30 dicembre 2013

Perche' uso Ubuntu?


Se usate MacOS o Vista, siete completamente succubi dello sviluppatore di quel sistema operativo.
Tali sviluppatori hanno il potere di cambiare a loro discrezione il software che gira sul vostro elaboratore ogni qual volta la macchina e’ collegata alla rete l'utente non la possibilità di dire si o no, deve solo subire.
Il sistema stesso e’ un po' come la legge elettorale italiana un'unica, enorme, falla.
Al contrario, con il Software Libero, voi deciderete cosa fare  col vostro computer, sara’ al vostro servizio invece di soggiogarvi.
Il problema del Software Libero e’ percio’ non un problema tecnico, ma un problema etico, sociale e politico.
E’ un problema di DIRITTI UMANI per gli utenti del software.
Perche’ usare Ubuntu? o Linux in generale?
Perche’ quando ho piazzato l’ Ubuntu, ho visto un altro modo di rapportarsi col pc, e sono stato incuriosito da possibilita' e funzionalita’ nuove.
Successivamente mi sono appassionato alla mentalita’ del free software e mi ci sono riconosciuto sempre di piu’.
Non avevo grossi problemi con Win ma ero stanco di usarlo come un automa.
Spesso mi succede.... non riesco a fare qualcosa con Linux, e allora avvio quella partizione di Windows 8 che tengo li’ giusto per le emergenze, e mi riesce tranquillamente al primo colpo.
Facendo il confronto vedo che anche moltre altre comodita’ vengono a galla,  l’ uso dei sistemi free sono decisamente molto piu’ facili, premo CTRL+ALT+DESTRA per andare in un nuovo workspace dove aprire un'altro firefox.
Estiqaatsi  non ci sono i workspace! Vabbe’ dai, una mancanza contro le mille del Linux.
Apro firefox. cerco, la navigazione si fa’ molto lenta. Come mai? Bho, non ho voglia di indagare, quando sono con Windows sono pigro. Dopo 10 minuti buoni salta fuori quell'odiosa finestra verde con scritto "Antivirus aggiornato".  Allora capisco, e tiro un moccolo di abbinamento santi e animali, perche’ su Linux non ho necessita’ dell'antivirus.
Continuo a navigare tranquillamente, finalmente Youtube e altri siti con flash si vedono senza problemi. Poi non riesco piu’ a caricare i video. Cosa minchia e’ successo? "Windows Update… si stanno scaricando gli aggiornamenti 2% completato cliccare qui per controllarne lo stato". Miii ventimila giga di aggiornamenti per continui problemi.
Vabbe’ mi ascolto un po' di musica. Apro Windows Media Player e scopro che non ha ancora indicizzato la mia musica (prima volta che lo avvio). Vabbuo’  dai quanto ci mettera’... (un'ora dopo ancora non sto ascoltando musica con WMP, mi sono ridotto ad ascoltarla con VLC (scomodissimo).
Per fare questo devo aprire manualmente le cartelle.. aspetto che explorer.exe mi apra la mia cartella Musica con dentro quasi 300 sottocartelle contenenti gli autori.... Crash.... explorer.exe ha smesso di funzionare. Vabbuo’ turna, riprovo, ora va'. metto su la musica di una cartella e riduco a icona VLC. Mi occupa comunque 40 pixel vitali di barra sotto, dato che non ci sono i workspaces...
Ora mi scarico le foto che ho fatto ieri durante lo strafogamento...  Inserisco macchina fotografica via USB. "Ricerca di driver in corso". E’ una cacchio di schedina SD ma Windows ha bisogno dei driver. Un minuto buono. Copio incollo, nel frattempo la finestra della copia sposta stato su "Non risponde" almeno due tre volte, ma almeno finisce.
Tho guarda, c'e’ n'e’ una in cui sono venuto con gli occhi rossi... Apro GIMP per sistemarla. GIMP  crasha. Su ubuntu parte in due nanosecondi. Su windows si ferma al caricamento dei pennelli (o a quella dei font, non mi ricordo).
Vabbe’ dai.... dopo tre tentativi opto per corel PaintShop e riesco a rimuovere gli occhi rossi.
Questi sono solo esempi del perche’ uso Linux, vuoi un altro motivo per cui fare tasto sinistro, installa??
Ero stanco di dovermi proteggere da minacce come virus e roba varia, ero stanco di dover craccare programmi che mi servivano.
Non avrei mai speso migliaia di euro per poter andare avanti con le mie esigenze, senza i crack ecc. non avrei potuto fare niente.
Adesso ho a disposizione degli splendidi software open che a mio avviso non hanno nulla da invidiare ai piu’ blasonati proprietari, ho liberta’ di usare quello che voglio, di aggiornare quando cazzo mi pare e anche di cucirmi la Distro intorno al mio hardware come un sarto; e ultimo, ma non meno importante posso valorizzare davvero i miei acquisti a livello di computer perche’ sia Ubuntu che Debian, ed anche altre Distro sono molto piu’ performanti.
Concludo e svicolo tutto a mancina.. Su Ubuntu hai la possibilita’ di vedere con i tuoi occhi, provare con mano, quello che andrai a installare (tramite la modalita’ live). Su Windows c'e’un pulsante al centro con scritto "Installa Windows 8".
Non sai cosa ti aspetta, se e’ un mondo nuovo, e’ come andare in Burundi dopo aver vissuto per anni a New York. (con tutto il rispetto per quelli del Burundi).
Tutto questo e’ vincolato al “Benet” e il suo Free software'' is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of ``free'' as in ``free speech,'' not as in ``free beer.
A lui la liberta’ di scambio post per un Software Libero e un augurio alle viti avanzate relative alle jpg allegate.

venerdì 27 dicembre 2013

Il Principio della Fine.




Questo e’ il pistolotto di tutti gli anni considerato che tra qualche giorno il 2013 se ne andra’ lasciando posto al 2014 con tutte le sue incognite, dove ognuno scrivera’ un pezzo di se’, perche’ chi fa da se’ fa per tre.
E’ inutile fare bilanci perche’ quando si fanno, i torni non contano mai o meglio.. i conti non tornano mai.. quello che comunque abbiamo fatto spesso non ci basta e l’avuto ci sembrera’ sempre troppo poco rispetto al dato, per la serie che l’essere non sta nell’avere.
Ma se questo bilancio lo facessimo con il cuore
se ci guardassimo dentro e se guardassimo cio’ che ci circonda, l’avuto potrebbe trasformarsi in immenso grande assai e il dato apparire una nullita’ di zero negativo.
Mentre molti di noi brinderanno all’anno nuovo con il cuore colmo di gioia e di speranza dimenticando per un attimo tares, trisi, tasi, imu, icu, con nuovi progetti nel cassetto, la penna pronta a scrivere il proprio poi, migliaia di vite si spegneranno, migliaia chiuderanno la loro storia senza avere piu’ nulla da scrivere sul facebucke o sull’uccellino twitteroso.
Molti ci lasceranno, o ci hanno lasciato..tipo Don Vito Rizzuto che ha raggiunto Nick e Nicolo’, mentre le ore comporranno questo nuovo anno fra risate e calici pieni di spumante o champagne, c’e’ chi smettera’ di raccontare di se’… e… c’e’ chi iniziera’ a raccontare di se’.
C’e’ chi vorrebbe potersene andare per smettere di soffrire, chi vorrebbe trattenersi ancora.
Si’, nel mondo milioni smetteranno di scrivere e milioni si affacceranno a farlo, senza alcun riferimento ai ghostwrither iporetribuiti zonali.
Questa e’ la vita…. Che possa quest’anno concludersi o il prossimo iniziare per tutti con la serenita’ nel cuore.
Che il dolore del perduto possa dissolversi nel piu’ breve tempo possibile. Che la solitudine possa abbracciare nuovamente l’amore e per chi arriva e per chi resta possa essere un anno sereno colmo d’amore.
BUON ANNO a chi e’ appena nato, a chi e’ a meta strada, a chi sta sbarcando per scappare da una guerra, a chi e’ in fila per essere descabbificato, a chi attende a chi non sa’ attendere a chi impaziente vive a chi vive sperando a chi non spera piu’, ai bambini, a chi bambino non e’ mai stato, agli anziani, a chi non ha avuto, a chi ha avuto molto, a chi troppe volte ha pianto a chi non sa’ piangere, a chi troppo stanco sopravvive, a chi nella mia vita e’ passato anche per un solo attimo regalandomi un sorriso o una lacrima, a chi mi ha amato, a chi ho amato, a chi mi odia, a chi mi conosce, a chi non conosco… a chi semplicemente vive..
Auguro un anno fatto di sogni, desideri amori e fantasia un anno da Vivere serenamente.. ovviamente con la visione del bicchiere rigorosamente meta’ pieno..


Dai che il Natale se n'e' ito portandosi dietro tutti gli strafogamenti e a tal proposito 

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dal diario di Anna eccovi delle foto dal Festival del colesterolo

lunedì 23 dicembre 2013

Scala musicaugurale.



Il musicista con sole 7+1 note compone tutta la sua musica,
io comporro'un piccolo pensiero di auguri: 
"che gia' 
Domani il nuovo anno ti 
Regali  
Mille 
Fantastici
 Solleticanti sorprese e
L'Amore 
Sia il 
Dolce compagno del tuo cammino."

Schitttman















L'ommemmerda veste firmato


per ricordarsi un ruolo,


una parte precisa da recitare.


Cammina deciso con uno sguardo profondo,


….. quasi intelligente, ….. quasi umano.


Cosa vede da dietro la sua imperiosa ottusita’?


Per vedere!..... Per capire!..... Ci vuole un
cuore,


ci vuole un'anima, ci vuole una briciola di
umilta’.


Cammina da solo nella sua osteggiata arroganza,


nella sua assoluta e totale padronanza di se,


neanche l'ombra lo segue piu’,


si e’ scazzata di appartenere al Re del Nulla.


L'ommemmerda non ha amici ma rivali,


non ha amori ma desideri da prendere al volo,


non ha giorni a venire ma occasioni da sfruttare.


L'ommemmerda guarda sorpreso,


non capisce l’ ironico sorriso,


non legge nei gesti la gioia per le insicurezze,
per le paure,


per la totale mancanza di certezze e realta’
assolute.


Non vede ballare la sua ombra dentro un cuore


e dentro occhi con una lacrima di commiserazione.


Eppure gli sarebbe bastata una sola


parola sincera, per tornare a vivere.


Iev
camminann ind o' vic

E se stregnevan pur e' mmura

A capa nun me riceva e cambà

E tutte e ccose m'appaura

Iev camminann ind o' vico

E guarda chi me stà guardann



Chill'ommemmerda e l'anticerb



Mo so asciut' fora ra stu vico

E numm'appaur

Nu poch' e mestruazioni cerebrali

So la meglio cura

Te piglia pe' a' cravatta e Valentino

E te porta camminann



Si n'ommemmerda anticerb



TG : Gli ANTIcerb sono facilissimi da incontrare li trovi ovunque al lavoro a
scuola in pizzeria allo stadio in vacanza. Se impari a riconoscerli li vedrai
in ogni posto e saprai come ignorarli.



Super attillati confezionati

Super abbigliati firmati

Un pacco-regalo per il parentado

Giovane promessa ideale di mercato

Tecnico bagaglio culturale

Prodotto industriale autorizzato
                         
emmoh'  v'ho dett


sabato 21 dicembre 2013

Fiaba mackironica.

favole

Natale ci fa sentire tutti piu’ buoni, siamo dei bastardi buonificati con la voglia di sederci davanti al caminetto finto con relativo fuoco sempre finto e raccontare la favoletta a finti nipotini senza ipad (vero) senza ipod (vero) senza smartphone (vero)..
Sembra impossibile ma un tempo il mondo era popolato solo da buoni sentimenti.. Amicizia, Amore e Bonta’.
Ma non e’ tutto oro quello che luccica e un brutto giorno, dalle labbra di Amicizia prese vita Menzogna e Amore ne rimase ferito.
Da questo episodio, nacquero i primi sentimenti negativi.. Tristezza e Gelosia.
Nonostante fossero fratelli, i due si accoppiarono dando alla luce Odio. Vedendo cio’ che aveva provocato, Amicizia pianse e, una sua lacrima, genero’ Speranza.
Intanto, Amore cerco’ di fermare Odio, ma la loro forza era pari e nessuno riusciva a prevalere sull’altro.
E da questo scontro nacqui io, Rabbia o Incazzato per gli amici.
Mi isolai, poiche’ non volevo nessun sentimento accanto a me.
Non odiavo Amore, ne’ amavo Odio.
Tutto mi era indifferente come dire ero apatico oltre che antipatico e stitico.
Eppure accadde qualcosa che non avevo previsto.. Amicizia riusci’ a trovare il modo di raggiungermi e di toccarmi il cuore.
Mi addolcì e, quando Amore mi sfioro’, dal mio petto sboccio’ Fiducia.
Ma cio’ che credevo Amicizia si rivelo’ essere sua figlia Menzogna.
Tradito e incredulo, ritornai in me e al mio antico modo di esistere. Tuttavia le lacrime e il sangue causato da Menzogna scorrevano ancora in me e da essi generai Dolore e Sofferenza.
Scatenai la furia dei miei figli su Amicizia, che non potevo perdonare, e su Amore, che mi aveva ingannato.
Tuttavia Bonta’, attraverso Fiducia, riusciva ancora ad esercitare il suo potere su di me.
Non lo potevo permettere, percio’ mi liberai della mia primogenita tramutandola in cio’ che piu’ le si addiceva.. una bolla di sapone.
E se una parte di me avrebbe voluto che Speranza la trovasse per fortificarla, dall’altra desideravo che esplodesse in modo che scomparisse dalla Terra.
Approfittando del mio momento di distrazione, Bonta’ mi bacio’ e io fui sigillato all’interno di una maschera di Rassegnazione.
Sottoforma di quest’ultima, fermai i miei figli, Dolore e Sofferenza, e li richiamai dentro di me. Grazie a Bonta’, Amore e Amicizia erano salvi e, gioendo insieme, originarono Felicita’.
Anch’io mi unii a loro, tuttavia era solo apparenza perche’ Rabbia pulsava ancora viva dentro di me e, presto, sarebbe fuoriuscita tramutandosi in Vendetta quando improvvisamente apparve Futura proveniente da molto lontano che con una storia alle spalle scaturita da Menzogna imparentata anch’essa con Dolore e Sofferenza entro’ in simbiosi con me e cosi’ scoprimmo che Amore non era soltanto una parola ma un sentimento e con l’esperienza del passato, Futura vide aprirsi quella nuvola nera che stazionava sopra di lei e apparve finalmente “Raggiodisole” che in pochissimo tempo con l’aiuto di “Ventodibrezza” spazzo’ tutte le nuvole lasciando il posto a “Cieloazzurro” in un clima di perenne estate terrena.
Stretta e’ la foglia, larga e’ la via, dite la vostra che io ho detto la mia.


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Rllaxatevi



Date retta a un pirla, durante queste feste prendetevi una pausa da Facebucke e l’uccellino pero’ senza allontanarvi dai social.. il vostro segretario si chiama Relaxed e rispondera’ per voi ai vari messaggi che vi saranno inviati..
Come fare? Semplice collegatevi qui e impostate un messaggio di risposta automatica che fara’ sapere ai vostri 1.500 amici digitali e quali che siete lato camino near albero di noel con la vostra famiglia

Quindi rilassatevi e godetevi questo periodo senza la sensazione di dover esser costantemente online.. buona pasqua a tutti io mi autorilassero’..

venerdì 20 dicembre 2013

Streaming inchiodato...naaaa




Streamingatari di film..vi siete accorti che da qualche giorno non sono piu’ visibili i video caricati su VKontakte? La colpa e’ del Sole a Catinelle che avete voluto lumare a gratisse e grazie alla Denuncia della Medusa Film di cui fanno parte 6 dei mangiapane a tradimento seduti sugli scanni che governano questo paese.. e come le cartelline del giochetto altri siti di filesharing tipo NowVideo, NowDownload, RapidGator..sono stati inchiodati dalla Procura della Repubblica di Roma..per violazione dei diritti d’autore, quindi tutto il social network russo e’ stato oscurato in Italia.
Sempre primi noi con la legislatura e magistratura..se si oscura un’intera rete sociale perche’ un utente ha commesso un illecito, Facebook o Twitter rischierebbero la chiusura ogni giorno
Il provvedimento dovrebbe prevedere la rimozione del contenuto che infrange la legge e non l’oscuramento di tutto un social network..dico bene o scrivo giusto?
Hanno proprio rotto le palle proprio e noi cambieremo il dominio per continuare a lumare i siti bloccati, non e’ difficile buttate un occhio alla guida scritta da KTP per Cineblog01.net.
In sintesi o parole povere come me, basta cambiare i DNS sostituendoli con quelli stranieri o internazionali..vi sembra complicata la procedura? U sacc perche’ e’ differente per ogni sistema operativo quindi voi..aprite bene i padiglioni..ascoltate il nonno..non diventate matti e lasciate fare tutto a Comodo che e’ un browser basato su Chromium che utilizza dei propri DNS.
Quindi fatta la legge ..trovato l’inganno, dai scaricatevi Comodo, io sono riuscito a rivedere film alla faccia della Medusa e del sole a catinelle.

Regalos de Navidad.


E ricomincia la solita brutale e impietosa manfrina dei regali di Natale. Il bungabunga dei pensierini. E io sono felice come un carlino col peperoncino nel culo e cappottino verde d’astrakan. Mettiamoci d'accordo. Prima di tutto sull'etimologia della parola ..pensierino. Dicesi pensierino, un very piccolo pensiero, una minuscola attivita’ psichica che richiede un minimo sforzo. Ricapitolando. Ti faccio un pensierino significa quindi..pensero' a te ma poco quasi niente. Onde per cui se per Natale abbiamo deciso di farci le coccole solo coi pensierini, fastidiosa imbranata che non sei altro, non mi piombare in casa la notte di Natale, vestita come una cassata siciliana, porgendomi una spilla d'oro da tre etti senz’osso, un foulard di “le murt del Carte’”, una damigiana di “Mo’ Esce Antonio” o un completo di Perez Prada da 750.35 eurini nuovo conio. Donatrice incontinente. Perche' io, qui spiaggiato come un tricheco tra le pecorelle del finto presepe formato mignot quello dentro il sasso recuperato nello Stura (fiume e’ maschile e non maschilista), per te ho recuperato dal vicino in garage solo quattro mandaranci veraci e una scatola di paglia contenente zenzero disidratato che la life mi ha mandato da assaggiare dopo la mia denuncia delle prugne denocciolate che contenevano il nocciolo che ha rovinato il lavoro del mio dentista. E mi viene da augurarti, non un mondo di bene ma una vagonata di contumelie. Mi vuoi fare un presente per Natale?. Bueno. Regalami una robina piccola che oggi va bene ma domani, che e' gia' futuro, non piu'. E ieri non ne parliamo per la serie del doman non ci sta certezza. C'e' per caso qualcuno che ti dice ti faccio un “passato” per Natale? Certo. Di verdure magari. e poi c'e' sempre la questione del sovrappeso regalifero. Inutile far finta che per voi non sia cosi'. Quando ci si scambia i regali si “soppesa”. Si valuta, si misura. Se io do’ una cosa a te, tu dai una cosa a me per la serie “do ut des”. Ma possibilmente proporzionata. io gli ho regalato un'aragosta di porcellana da 300 eurini e lei …un paio di guanti in ciniglia molle recuperati al mercatino di Cirie’. Tra l'altro color caghetta o trasu' de ciùc. (vomito di ubriaco per i non longobardi). Sta bastarda figlia di androcchia stantia. il prossimo anno me la paga. Passano trecentosessantacinquegiorni se non e’ bisestile e tu memore dell'anno prima gli regali un paio di calzini recuperati dalla differenziata e lei, che ancora non ha digerito l'onta, un portafoglio di coccodrillo selvaggio amazzonico unico superstite della specie. E i ruoli ed i pensieri si invertono. Tutto questo per decenni (sin che morte non ci separi). Finche’ buon cielo non si arriva invece al cosiddetto riposizionamento. Che consiste in questo. Tanti Auguri, bacio, si scarta e voila'.. due agende. Una per uno. A ciascuno quello della banca dell'altro. Che pirlificio ammoscioso. Per non parlare dei fatidici cestini di Natale. Chi ti vuol bene davvero non ti regala un cestino. Il cestino te lo regala chi ti vuole veder morto. Perche' e' un'arma letale. Tanto vale mettere una bomba a grappolo dentro un paniere. Se io ti regalo un cotechino da mezzo metro, una putrella di torrone, una composta di peperoni della Cayenna corretta aglio, un vaso di mostarda e uno di peperoncino made in Calabria, lo so’ che per bene che ti vada ti vengono delle emorroidi che non ti siedi piu' sino alla Befana. Lo faccio apposta.
Altro che buona fine e miglior principio. Quello e' il principio della fine.         Auguri neh..

mercoledì 18 dicembre 2013

Bonsai di ricordi.




Se sei stato bambino durante gli anni 50, 60, 70 (come me)…
Come minchia hai fatto a sopravvivere???!!!!
Da bambini, se ti rimembri andavamo in auto (chi ce l’aveva) senza cinture di sicurezza, ne’ airbag. Viaggiare seduti dietro era una passeggiata godereccia. Una vera goduria.. la si ricorda ancora.
Le nostre culle erano tintate con dei colori brillanti a base di piombo!
Non esistevano tappi di sicurezza sulle bottiglie dei medicinali, ne’ sui cassetti o le porte, mi ricordo la nonna che aveva in gabinetto i fogli di giornale opportunamente tagliati al posto dei dieci piani di morbidezza, infilati nel chiodone a punta, quel che dava fastidio era quando ci infilava la carta azzurra dello zucchero o quella gialla del macellaio e soprattutto mi ricordo quella cannata che ho dato alla bottiglia di vetro del latte appoggiata vicino al water (noi eravamo ricchi gli altri avevano la turca sul ballatoio) contenente della candeggina..non hanno chiamato il medico mi hanno riempito di latte cagliato e fatto vomitare, altro che 118.
Ricordo anche la goduria stratosferica quando con i giornali bagnati facevamo le palle per la stufa e le lasciavamo asciugare al sole e con quelle io ogni tanto tiravo ai tacchini e uno l’ho fatto secco e non si sa di che morte sia morto e siccome aveva una compagna che povera era rimasta sola l’ho finita con un colpo di tirasasso da 30 metri.
Con lo stesso tirasasso o fionda, spegnevo le lampade nella strada e a volte facevo centro nella vetrina del lattaio che ci stava antipatico e non lasciava giocare a pallone per strada.
il latte stava in un recipiente di alluminio con coperchio attorniato da mosche e il prezzo esposto in vetrina non si leggeva piu’ perche’ ingiallito del sole dall’ultima volta che era stato esposto, il lattaio lo prendeva con un mestolo e lo ficcava nella ramina che ci portavamo appresso e mentre si girava noi gli fregavamo i messicani (piccoli dolcetti di liquerizia con tutte le forme degli animali).
Quando uscivamo in bicicletta, non avevamo ne’ casco, ne’ protezioni per gomiti e ginocchia e io avevo messo una cartolina fissata con una molletta stendipanni per fare un rumore da motoretta quando toccava nei raggi.
Si beveva l’acqua del rubinetto del giardino o dove la trovavamo, fino a quando non smetteva la sete. Non esistevano bottiglie di acqua minerale.
Passavamo ore a costruire auto con delle casse o dei tubi, un amico in bici ti rimorchiava n cima alla salita..,dove finalmente ti ricordavi di non aver freni.
Dopo qualche botta si imparava a risolvere il problema,..ci si fermava contro un albero o per terra. Eh si! All’epoca, non c’era molto traffico.
Si usciva a giocare alla sola condizione di rientrare per pranzo o per cena..o al calar della sera.(mia madre mi chiamava “cartellino” tipo timbratura dei baracchini quando andavano a laqvorare).
Si andava a scuola solo al mattino e si rientrava a casa per pranzo dopo aver assaggiato di tutto (anche i frutti di qualche albero trovato nelle fattorie dislocate durante il percorso..) e al tempo del grano prendevamo il ciuffetto delle pannocchie lo avvolgevamo nel giornale e ci facevamo delle grandi canne, nascosti nelle capanne del boschetto dove i piu’ grandicelli iniziavano ad andare di mano e a questo proposito mi ricordo che eravamo tutti in circolo seduti ad osservare il piu’ grande che iniziava a spermitizzare dopo la smanettata.
Non avevamo cellulari.. cosi’ nessuno poteva sapere dove eravamo!! Impensabile vero?
Ci tagliavamo, ci rompevamo le ossa, saltavano i denti, facevamo a cazzotti nelle fiere del paese, ma non ci sono mai state denunce per questi incidenti. Nessuno era colpevole… solo noi stessi, se ci lamentavamo le prendevamo pure..
Si mangiava di tutto, biscotti, pane, cioccolata, gelati. Si bevevano bibite zuccherate con tutti i tipi di coloranti ma non avevamo problemi di peso, visto che passavamo la giornata a correre o a giocare.
Si divideva una Coca fra tutti, una cannata a testa (quando la si comprava in bottiglia di vetro da un litro) si beveva dalla stessa bottiglia e nessuno e’ mai morto anche se mentre qualcuno beveva a lungo gli si dava un cazzotto col rischio di ingoiare pure la bottiglia.
Non avevamo Play Stations, MP4, Nintendo 86, Xboxs, IPad, Smartpkone5, Skylanders.  Video, Sky con 399 canali TV, masterizzatori, cinema con suoni surround, notebook, PC, Facebook, Twitter, Internet, ecc ..AVEVAMO VERI AMICI.
Si usciva in bici trasportati magari sulla canna e si pedalava in con tre gambe, si andava dai nostri amici, si suonava o..si entrava senza suonare (la porta era sempre aperta) e si giocava sino alla morte.
La fuori!
In questo mondo crudele!
Senza il bodygard.. al massimo ci stava lo scassaminchia del giardiniere o la portinaia che era piu’ alta se si metteva per traverso, un armadio a tre ante ventiquattrostagioni con una sberla diventavi una trottola.
Si giocava alle biglie rigorosamente di terracotta, a nascondino, a guardie e ladri e a calcio e nella squadra che si formava per giocare se qualcuno non era scelto, non era mai stato un dramma per nessuno.
Alcuni non erano bravi a scuola, dovevano semplicemente rifare l’anno se erano bocciati, sui nostri diari leggevi frasi del tipo..il tempo passa, il tempo vola..e noi cretini andiamo a scuola. Nessuno andava dallo psicologo. Si rifaceva l’anno e ci veniva data una seconda possibilita’ dopo ovviamente aver preso diverse cinquine in faccia.
Avevamo la liberta’ dei successi e degli insuccessi, delle responsabilita’.. che abbiamo imparato a gestire.
Sei di questa generazione?
Se lo sei, prenditi un minuto per riflettere e parlane un poco coi tuoi amici. Forse per un po’ dimenticheranno la vita stressata che stanno vivendo e ridiventeranno bambini di una volta..
Di sicuro diranno: “ Cos’era tutto questo?”.
Ma quanto eravamo Felici con cosi’ poco….
TI AUGURO UNA SERENA GIORNATA!

lunedì 16 dicembre 2013

Babbo Natale nel futuro.




Dalle richieste dei miei piccoli parenti “nati digitali” si puo’ capire come il web abbia un impatto sul futuro. Non a caso il piccolo di pochi mesi davanti ad una foto, con pollice ed indice tentava di  ingrandire l’immagine e la guardava brutto in quanto non funzionava sto ingrandimento.
Il multi-touch sta cambiando il modo di interagire con i dispositivi e sti ragazzini apprendono facilmente e si interfacciano con tablet e smartphone, non usano quaderni ma ipad e quindi anche noi sviluppatori cerchiamo l’adeguamento nel lavoro spingendo internet oltre i limiti utilizzando tecnologie HTML5, Javascript o affine ai tempi per realizzare siti web adeguato ai tempi impiegando minor tempo grazie all’eliminazione di frammentazione per sviluppare app dedicate.
A dimostrazione di quanto sopra sto seguendo il progetto NORAD che  e’ dedicato al Natale  e qui si vedra’ il definitivo abbandono dell’Adobe in favore di HTML5, Javascript, WebGL. Il risultato lo potrete trovare qui ,e’ veramente interessante e lo potrete visionare con i vostri figli o nipoti e dare un giudizio.
Una volta caricata la pagina potrete convertire in Italiano.
Divertitevi con i giochi, suoni,filmati e ricerche.. questo e’ il futuro.                              …………Buon Babbo Natale a tutti.

venerdì 13 dicembre 2013

Aria prenatalizia




L’anno scorso postai a Dicembre, di barricarvi in casa per evitare la follia Prenatalizia. Ma siamo realistici.. non si puo’. Azz.. teoricamente dovreste stabilire con amici e parenti di non fare regali a nessun over 10 vi pare? Solo che poi ad attenervi alla consegna, di fronte ai regali altrui vi sentireste meschini come merde stantie. Vi imponete di evitare le cene d’auguri? Ringraziate se non ne avrete due di fila e una di cotone. Percio’, non mi resta che consigliarvi come affrontare l'inevitabile. Allora..
Cominciamo con le Cene.
Tre i drammi:
1. Rimbambimento da locale sovraffollato;
2. Indigestioni;
3. Chili di troppo.
I rimedi potrebbero essere:
1. Bere un bicchierozzo di Amarone del Quintarelli annata 69 corretto grappa come retrogusto prima di uscire.. rende piu’ sopportabili le urla dei pargoli e le partite di tombola coi pirillini inter parentisterio.
2. Pranzare a patate bollite col contorno di patate cotte sottocenere.
3. Fare sport come per prepararsi alle Olimpiadi… oltre a dimagrire, alla cena arriverete in un’ovatta di dolce sopore che vi aiutera’ a superare il dramma N°1.
Passiamo allo Shopping.
Due i problemi fondamentali:
1. Scelta dei regali.
2. Sopravvivenza nella calca di acquirenti.
Le soluzioni possono essere:
1. Dimenticare il Regalo Perfetto. Per trovarlo avreste dovuto mettervi all'opera ad agosto, quindi comprate qualunque cosa carina che vi faccia risparmiare una lunga ricerca e se questo vi facesse sentire in colpa, pensate ai regali di Natale che avete ricevuto voi.. quanti vi hanno sbalordito per bruttezza. Quanti (confessate) ne avete riciclati al mercatino del paese? Suvvia siate obiettivi e fatemi una foto.
2. Andare per negozi con una persona iperfiga sia maschio che femmina anzi mi correggo..se e’ maschio ..Iperpirla e vedrete che al vostro passaggio, si spariranno le acque. Donne e uomini tratterranno il respiro e si faranno da parte, incantati e intimoriti da cotanto splendore. Certo, che le commesse potrebbero perdere la trebisonda e farsi dar retta poi risultera’ complicato. Ma ne varra’ la pena.
Basta soluzioni o il solo pensiero mi appesantira’ l’elefantiasi..ma la respirate l’atmosfera?
Luminarie, festoni, neve finta, canzoncine, pubblicita’ di profumi e pandori e gli agghiaccianti Babbi Natale appesi ai balconi con vista sui nanetti addobbati a festa nel giardino.. ce n'e’ abbastanza perche’ anche l'adulto piu’ bonario nutra, almeno a momenti, un odio acuminato per il Natale.
Che fare se per caso si incontrasse il Babbo Natale vero? Ovviamente lo si strozzerebbe con goduria infinita dopo averlo sodomizzato. C'e’ chi si iscrive al gruppo su Facebook e opera uno strangolamento virtuale. C'e’ chi emigra in luoghi esotici e denatalizzati magari all’Isola di Pasqua.

 E c'e’ chi, diffidando del mondo virtuale e non potendosi permettere i luoghi esotici, si rassegna.. dicendo.. coraggio che dura poco.
E poi dai..il pandoro in fondo..ma molto in fondo e’ passabile. Ai bambini il Natale piace  e ciascuno di noi son convinto conosca almeno un bambino a cui brillano gli occhi davanti ai pacchetti sotto l'albero addobbato.. non e’ poi cosi’ male, guardarlo e sapere che la sua felicita’ dipende anche dal regalo che ci e’ costato tanto sforzo comprargli… ma ripeto, la festa deve essere sino ai 10anni e anche meno, oltre diventa un mercato e un festival del consumismo e sinceramente potremmo davvero farne a meno.. dai ancora un paio di settimane e poi sara’ un ricordo e un altro Natale se ne sara’ ito, per voi uno in piu’ per me, uno in meno..

lunedì 9 dicembre 2013

Spaccianeve e i sette nasi.



SpacciaNeve viveva ai margini del bosco fatato,

un monolocale fuori equo-canone semi arredato,

e si guadagnava da vivere non vendendo rose,

bensi’ campava smerciando la dose.

Con lei abitavano i sette Nasi contenti

che poi erano i suoi migliori clienti:

c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo,

e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo,

si alzavan di mattina a un'ora molto presta

e prendevano la pista attraverso la foresta,

era una pista lunga e polverosa

che conduceva a una radura erbosa,


dove i Nasi lavoravano tutta la settimana

coltivando papaveri e canapa indiana.
 
Ritornello :


"Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff),

andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar,

e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff),

vogliamo respirar la polverina che ci dara’ la felicita’!"



Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione

e suggeriva dotta moderazione:

"Portate pazienza miei giovani amici,

mettete un freno alle vostre narici,

soltanto se i raccolti saranno buoni

verranno soddisfatte le vostre aspirazioni"

Intanto la malvagia Regina

nel suo superattico con piscina
 
stava armeggiando senza fretta

con uno specchio e una lametta,


ah, no, scusate, mi son sbagliato,

con uno specchio si’ ma fatato

"Specchio, specchio delle mie brame

chi ha la roba piu’ buona del reame?"


"Regina, una volta l'avevi tu,

ma ora Spaccianeve ne ha piu’ buona e molta di piu’!

"Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi?

Dimmi dov'e’, sicche’ io possa vendicarmi!"


"Ai bordi del bosco valla a cercare

e questo strano frutto in regalo le dovrai portare."

Cosi’ la Regina parti’ un bel mattino

sotto mentite spoglie di un pusher marocchino

e giunse poco dopo alla casina

portando in tasca una siringa piena di stricnina.



"Benvenuto amico mio, posso darti una mano?"

disse Spaccianeve quando vide l'Africano,

gradisci un chilom, un trip, un caffe’ con la panna?"

aggiunse poi, rollandosi una canna.



"Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido

e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido!

Gosa ne digi di farmi endrare

gosi’ questa bella bera gi bossiamo sbarare?"



Spaccianeve accetto’ volentieri la proposta,

senza neanche immaginare la malvagita’ nascosta,

ma poco dopo cadde riversa sulla schiena

con l'ago ancora piantato nella vena.



Ora la Regina, tornata normale,

quella sventurata si mise a sbeffeggiare:

"Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio,

ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio!

Vedi cosa succede alle persone golose?

Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!"



Immaginate voi lo strazio e la disperazione

che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione,

il primo di essi aprendo la porta

la vide distesa che sembrava morta:

"Oh, Spaccianeve, dicci chi e’ stata

chi ti ha venduto roba tagliata!

Come faremo noi la mattina

senza la magica polverina?"



E rimasero a fissare quel corpo inerte

che aveva le gambe tutte scoperte:

"Certo pero’ che e’ proprio carina!"

sussurro’ Sniffolo con la sua vocina,


rispose Rollo "Che vuoi che ti dica,

e’ sempre stata un gran pezzo di fica,

ma adesso che e’ li e non sente niente,

potremmo farcela tranquillamente!"



Cosi’ si disposero in fila indiana

davanti all'ingresso di quella tana,

entrando a turno per pochi minuti,

finche’ tutti quanti non furon venuti.,


quindi riposero quel corpo giallo

dentro una bara di puro cristallo

e dopo un viaggio di pochi minuti

la scaricarono in mezzo ai rifiuti.



Da quel di’ vissero nella disperazione

trascurando persino la piantagione,

e diedero fondo con ritmi indecenti

alle riserve di stupefacenti.



Era da tempo finita la scorta

Quando qualcuno busso’ alla porta,

e di chi era quel tocco lieve?

Ma che domande,… di Spaccianeve!



L'accolsero tutti con entusiasmo,

addirittura quasi sfiorando l'orgasmo,

quindi le chiesero come si chiamava

quel tipo strano che l'accompagnava.



"Cari Nasetti, prestate attenzione,

e’ a lui che devo la resurrezione,

e’ dolce come il miele, tenero come il burro

ed il suo nome e’ Principe Buzzurro!"



Costui era un tipo very alternativo,

capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo,

i jeans unti e strappati, portava un grosso anello,

gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello,

e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione

lui rispose cos’, grattandosi un coglione:


"A nase’, cioe’, io stavo a rovista’ n'a monnezza

quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza,

stava ferma, distesa, tutta sbracata,

e che dovevo fa’, io m'a so’ chiavata!"



"E lei - chiesero stupiti i Nasi - si e’ svegliata?"

"No, pero’ la voja mica m'era passata,

e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro,

aho, io l'ho ggirata, m'a so' fatta pure di dietro!"


"Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si e’ risvegliata?"

"Manco pe' gnente, pero’ la voja io me l'era levata.

Me ne stavo a anna’, abbonandome i carzoni

quando questa caccia n'urlo - mi cojoni!


'A more’ - me dice - pe' tutta 'sta trafila

vedi un po' de cala’ na bbella centomila!"

E siccome che 'sta cifra nu je la potevo da’

m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!"


E da quel giorno vissero ai margini del bosco

Spaccianeve, i sette Nasi, con in piu’ quel tipo losco,

ripresero a coltivare, e tutto andava bene

anche perche’ avevano le narici sempre piene,

mentre invece la Regina, travolta dall'egoismo

si era data addirittura all'alcoolismo.



"Tutto e’ bene cio’ che ti fa star bene", dice il saggio

e a volte ne basta appena un assaggio.

Ma... lunga la pista, stretta la via,

occhio che arriva la Polizia!! 

E come disse il mio amico Gargiulo..

Vedete n’ poco d’anna’ a prennerlo ner…