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Fake - Non fatevi ingannare da Dakota Rose (anno 1995) Lei lavora con Phoshop quindi occhio.

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Il post e' scritto in Togolese ma tu prova a cambiare lingua.

E' l'ora della distensione ..leggi il post

Scrivi pure una parola qui sotto nella lunga linea bianca e ti accontentero' (spero)

sabato 29 agosto 2015

2035 il nostro futuro.

Il Post e' dedicato al mio amico Do'Nato che driverizza al Ministero e per motivi linguaggistici ne approfitto utilizzando un suo concittadino dell'Urbe.. l'Agro Romano di cui condivido il punto di vista sul futuro Italico tra quattro lustri max.
Un barcone pieno zepp de ggente e' sbarcato ieri sulle coste libbiche.
So tutti Italiani: Longobardi, Veneti, Siciliani, Calabbresi, inzomma de tutte le Reggioni.
Scappano.
E nun se sa si so’ pensionati, cervelli in fuga, clandestini o
esodati (da cui “esodo”).
Quarcuno se vo’ fa’ passà pe’ tedesco e nun se vo’ fa’ pija’
l’impronte diggitali (l’Italiani sono molto orgojosi).
Però li sgamano subbito dar colore della pelle, da come movono le mano e dar fatto che parleno tutti insieme, che ‘n ce se ca-
pisce un cazzo.
Però i Libbici nun se preoccupano piu' de tanto.
Sanno che la Libbia pe l’Italiani e' solo de passaggio.
Je danno provviste pe’ du’ o tre settimane e quelli a tappe turistiche, fermannose ‘gni tanto pe’ guarda' er panorama, raggiungono er Niger, la Nigeria, lo Zambia… indove troveno
lavoro e accoglienza.
Pero' in quarcuno de quei Paesi nu’ li vonno perche' dicono che er probblema nun e' solo loro, “ma de tutta l’Africa ”.
Sinno' - dicono - che cazzo d’Unione Africana e'?”.
Er dibbattito se fa' sempre piu' acceso, perche' quelli, l’Italiani, scappeno sempre de piu', e nun se sa ‘ndo' metteli.
A certi nun je vie' nemmeno in mente che, clandestini o no, l’Italiani so’sempre esseri umani e che questo e' un esodo epocale.
E' ineluttabbile che ner 2035 l’Africa sara' quasi tutta bianca e nel Burundi la lingua ufficiale sara' er romanesco.
Quindi la speranza e' che, alle prossime elezioni, l’Africani nun se faccino frega' da li partiti populisti che vorebbero bombarda' le coste Italiane ‘ndo cojo cojo pe’ nun fa’ parti' piu' nessuno.
Nun e' coi droni che se risorvono sti probblemi, ma andando a parla' coi capi delle tribbu' italiane, cercanno de convinceli a mette li campi profughi ner loro paese (pare che le tribbu' der Nord sieno le piu' facili da convince).
Ortretutto questo impedira' d’ora in avanti che quarche mafia equatoriale, in quarche capitale africana, speculi sull’emigranti, sui campi d’accoglienza e se freghi i sordi destinati a loro, lasciando l’Italiani ner degrado, nella miseria piu' ignobbile e alla merce' de quarche caporale che, pe’ fame, magari li costringe a fa’ la raccolta de datteri e de noci de cocco 20 ore ar giorno pe’du’ sordi.
Tutte cose che sarebbero ‘na vera vergogna per tutti li Popoli Africani.

venerdì 28 agosto 2015

Tutto sui Japu.


Richiesta strana in Linkedin che e' quella di un post sulle abitudini dei Giapponesi.
Capisco che la visita all'Expo sia stata la scintilla a detta richiesta e dalle mie origini ubicate near l'esposizione e anche dal mio cognome identificativo dei santoni che si danno fuego.. ma dei Japu io ne so quanto Voi e quindi ho clickato sull'Aranzulla che viaggia sempre da quelle parti ma esso scrive sempre tecnologicamente e da parte mia al max vi posso edurre sulle abitudini dei Casalbordinesi.. quindi ho cercato chi di recente ha fatto il buon viaggetto Asiatico e non mi e' dispiaciuta la recensione di Selvaggia Lucarelli sulle abitudini Nipponiche che Vi posto paroparo senza cambiare una virgola,,giudicate Voi:

Con una lunga e dettagliata lista torno a raccontarvi un altro pezzo di quel Giappone che sfugge alla comprensione del turista medio, anche perché non posso lasciarvi andare nel Sol Levante senza almeno
le nozioni base per manovrare un wc o mettervi nel lato giusto della fila su una scala mobile.

L’IGIENE.

Se vi è capitato di giudicare ossessiva vostra madre perché prima di partire e chiudere
casa lavava i pavimenti, non siete mai stati in Giappone.
In Giappone c’è un’os s e ssione per l’igiene che neanche Striscia la Notizia per Masterchef.
A parte la presenza massiccia delle classiche mascherine da sala operatoria che i giapponesi utilizzano
contro allergie e raffreddori (attenzione, anche per non trasmetterli, perché loro sono così
gentili che se vi passassero un qualche virus farebbero harakiri sui binari della metro),
in Giappone la pulizia è un modus vivendi.

Ti siedi al ristorante e il cameriere ti saluta porgendoti un asciugamano caldo per pulirti le mani. A tavola il tovaglioloè umidificato.
In hotel a Roma sul banco della reception trovi i volantini del kebab take away, a Tokyo il dosatore con
disinfettante. Nei taxi il conducente guida con i guanti bianchi e i coprisedili sono tutti di uncinetto
candido, in modo che le eventuali macchie diventino fosforescenti tipo Luminol.
Infine, il vero capolavoro: il wc. (vedi foto sopra)

Non solo l’asse è riscaldata – non sia mai uno prenda freddo al retro della coscia – ma accanto alla tazza ci sono i comandi di un reattore nucleare.
Con un tasto parte il suono degli uccellini o delle cascate del Niagara per coprire eventuali rumori.
Con un altro viene fuori una specie di microcannone, che non sai se sta per mitragliarti le chiappe
o lavartele.
Poi c’è il tasto con la ventola per asciugarti e puoi scegliere la modalità brezza o starnuto di Giuliano
Ferrara.
Passi venti minuti a cercare il tasto per scaricare e – dopo aver trovato tante di quelle combinazioni di tasti
che il wc non parte ma decolla lo Space Shuttle in Texas – scopri che è una leva qualunque dietro la tazza.
Ma se cerchi un cestino per strada, puoi fare 30 chilometri senza trovarne uno. Se mangi un gelato nel centro di Tokyo, arrivi la sera a Kyoto con ancora la carta del ghiacciolo in mano.

LE FILE.

Per il giapponese la fila è un evento naturale come la rugiada di primo mattino o un cazziatone della Pascale a Silvio.
I giapponesi si mettono ordinatamente in fila per compiere ogni attività e il turista si adegua con stupore. L’unico problema è che sulle scale mobili a Tokyo ci si piazza tutti a sinistra anziché a destra come
da noi, spesso il turista si pianta sbadatamente dal lato sbagliato impedendo ai numerosi
lavoratori in giacca e camicia di accelerare il passo.
Vista la loro rinomata gentilezza nessuno chiederà mai a un turista di spostarsi, molto spesso i crolli della Borsa a Tokyo sono dovuti non a normali oscillazioni del mercato, ma a un turista italiano che sulla scala
mobile ha ostruito il passo a 25 alti dirigenti della Nomura Bank.

IL CALDO.

Dopo che si è stati in Giappone d’estate, il concetto di “c a ld o ” cambia radicalmente.
Dopo il Giappone per voi sarà legittimato a dire “sento un leggero caldino”solo un vulcanologo calato con
una corda nel cratere del Krakatoa.
Tu sei immobile a contemplare un tempio shintoista e senti le vampate di tutte le
donne in menopausa del mondo.
E comprendi che il ventaglio delle geishe in Giappone non è iconografia, è sopravvivenza.

LA TV.
Dopo aver provato a guardare qualche programma in tv, ho rivalutato il palinsesto di TeleTevere. A parte una pur apprezzabile ossessione per i documentari di guerra – la mattina alle sette danno già un approfondimento sull’in vasione della Manciuria –il resto sono quiz condotti da gente infilata in qualche peluche gigante o programmi di karaoke.
Il cinema non se la passa meglio, uno dei successi giapponesi più recenti è Assassination classroom, la storia di un professore alieno con le sembianze di un polipo che gli studenti devono uccidere per salvare
il mondo.
Per sentire un contenuto più insensato bisognerà attendere la nuova Finanziaria.

IL CIBO FINTO.
Nei ristoranti turistici in Italia sui menu si trovano le foto dei piatti. In Giappone i piatti del menu vengono riprodotti con dei modelli identici del piatto in plastica o cera.
Praticamente, sono i piatti con la frutta, la bistecca e la pizza finta con cui giocavamo da bambine, ma
fatti meglio.
Confesso che un paio di sere alla terza Sapporo ho avuto il sospetto di aver mangiato una grigliata di pesce
in silicone raffreddato. Ma mi porterò il dubbio nella tomba.

SUSHI.
Una delle più grandi sorprese del Giappone è che ci sono molti più sushi a Milano che a Tokyo.
Tokyo pullula di cinesi, fusion, ristoranti di carne, fast food e perfino e pizzerie, ma c’è una più alta concentrazione di sushi in Brera che a Shibuya. La faccenda crea una profonda frustrazione nel turista
il quale per rimediare dà retta al passaparola e decide di recarsi alle quattro del mattino al mercato del pesce di Tokyo.
Del resto, chi di noi non si sveglia alle quattro del mattino con quell’irrefrenabile desiderio di branzino crudo?

LE STANZE.
Si fa tanta ironia sulle dimensioni dei giapponesi maschi, ma il vero dramma sono le dimensioni delle
stanze degli hotel giapponesi.
Non si sa bene per quale ragione, lo spazio, per il giapponese, sia un concetto vago. In 16 giorni a Tokyo e quattro hotel diversi (hotel quattro stelle, mica hotel capsula), non sono mai riuscita ad aprire completamente
un trolley.
Gli armadi non esistono, al massimo quatto grucce su una specie distendino da parete.
Poi entri in bagno e c’è una vasca in cui si potrebbe allevare un leone marino, perché il giapponese
può non avere spazio per campare ma non gli deve mai mancare quello per lavarsi.

LE CICALE.
Lo so, ora starete pensando: che avranno di speciale le cicale giapponesi?
Hanno di speciale che una singola cicala giapponese ha l’estensione vocale di Adriano Pappalardo, Albano e Maurizio Landini incazzato.
Voi non potete capire la caciara in prossimità di uno sparuto albero o un solingo cespuglio.
Figuratevi a Kyoto, immersi nella natura.
E infatti, mi spiace dirlo, ma la storia dei giardini zen è una boiata colossale: altro che silenzio.
Altro che pace e meditazione e ritiro spirituale.
Tra un ciliegio e un laghetto ci sono sempre ottocento cicale a rompere i coglioni.

L’ESTETICA.
Gli uomini si cotonano le radici dei capelli come la Dompè e prediligono un’inspiegabile tinta arancio.
Le donne sono mediamente molto belle, con la mania per le ciglia finte e per le scarpe alte
sempre e ovunque.
Spesso d’estate girano con ombrellini, calze e dei copribraccia osceni in lycra da centro ustionati perché dopo il terrore dei batteri, la più grande fobia dei giapponesi è quella per i raggi Uva.

IL KARAOKE.
Nessun luogo comune.
A Tokyo si fatica a trovare un sushi, ma i karaoke sono a ogni angolo di strada e la vera scoperta è che non è necessario frequentarli alticci con una comitiva di amici, no.
Ci sono quelli per gli onanisti del cantato, ovvero singole cabine insonorizzate in cui chiunque può cantare a squarciagola per ore senza essere ascoltato da altri frequentatori del locale. Io, ora che lo so, continuo a sperare che ne apra presto uno in Italia e qualcuno ci chiuda dentro Gigi D’Alessio.
Ma mi sa che dovrò aspettare ancora un po’.

giovedì 27 agosto 2015

Java fasullo = virus


Aggiornare il "Plugin Java" è un virus

Ci risiamo, durante la navigazione su internet, ecco  pagine che si aprono automaticamente sul browser e che consigliano di aggiornare Java, occhio che e' sempre la solita tecnica di hijacking che continua ad esistere sul web.

Se riscontrate quanto indicato nei jpg di cui sopra, fate ATTENZIONE a queste pagine che contengono il titolo "Obsoleto rilevato Plugin Java" o "Outdated Java Plugin detected" e la scritta "Stai usando un plugin java antiquated. Si prega di aggiornare alla versione più recente di Java (consigliato)" ed un messaggio in sovraimpressione "Java Update! Si consiglia di aggiornare Java all ultima versione per visualizzare questa pagina. Si prega per continuare di aggiornare.", e cosi' via..


Queste pagine (che hanno come indirizzo http://kandouing.com, javadaygood.com,  javagree2015.com, readjava.com, updasoftware.com.)  sostituiscono la pagina che si sta visitando e richiedono l'aggiornamento Java,   sono virus,,quindi alla larga e non scaricate. E mo' v'ho detto...  
Opps dimenticavo... tentate di riparare i danni subiti scaricando da un altro computer Malwarebyte ed esattamente Malwarebytes Anti-Malware Free 2.0.0 per Windows , lo troverete qui http://www.wintips.org/how-to-install-use-malwarebytes-anti-malware-ver2/ facendo attenzione prima di trasferirlo sul vostro computer di rinominarlo (es: togo29) se non lo rinominerete, il virus reso intelligente dal suo creatorpirla, lo riconoscera' come un antimalware e non ve lo fara' scaricare sul computer schifosamente impestato.
Una volta scaricato. ite su start>programmi>togo29 e aprite la cartella, nella cartella ne troverete un’altra con nome tool – apritela, una volta aperta la cartella lumerete il tool camaleont che si presenta come icona raffigurante una pagina con punto interrogativo giallo – clickateci sopra e seguite le indicazioni passo, passo.. che andranno dall’aggiornamento delle definizioni virus fino alla rimozione completa dell’hijacking.
Nel contempo fate girare programmi tipo Adwcleaner e cercate di togliere i programmi che il finto Jawa avra' aggiunto e la prox volta occhio agli scarichi e prima di farlo buttate l'occhio sui motori di ricerca e fate uso delle malinconie di chi e' incappato nella ria sorte.

mercoledì 19 agosto 2015

JC

Post dedicato alla giornata di pioggia che Lella aveva prevista grazie a meteo.it che mi ricorda un cartello di divieto assurdo come quelli che inventa un comune (c minuscola) forse gemellato con Casalbordino pseudo zona lido di levante su consiglio nepotistico.. spero non prezzolato che e’ quello di togliere la possibilita’ (assieme a pali e rete) di dedicarsi ad intrattenimenti pallavolistici spiaggiosi nell’ampia zona retrostante la con.cessi.one vacante (in quanto si allunga e allarga a piacimento) dove sfortunati e sfaticati vacanzieri si cuccano il sole a pagamento a scopo rilassamento dopo le fatiche della mobilita’ esodata abruzzese.

Chiusa la premessa appoggiando i ragazzi che si danno da fare per risollevare la monotonia del posto esortandoli a continuare per evitare la caduta di stile della zona che nel tempo e’ sempre regredita per la serie “non vogliamo turisti ma solo sovvenzioni per incrementare il turismo dedicato a sagre mangerecce gestite ramadanisticamente”.

Tornando al cartello penso sia rivolto al Gesu’ che camminava sull’acqua poteva starci bene ma ad oggi la vedo dura per Lui.

Gia’ l’ingresso nel paese sarebbe difficile ma ammettendo che potrebbe rientrare come clandestino deve schivare il buon Salvini e all’incontro coi Caramba e alla relativa richiesta documenti non basta la risposta..

Ciao fratello, sono Gesu’ di Nazharet..il figlio di Dio! Come minimo ci scappa un..

Non faccia lo spiritoso ed esibisca documenti prego..

azz..chi gli da i documenti considerato che la Palestina non esiste nemmeno come Stato?

Oppure mettiamo che il buon Gesu’ non incappi in controlli e nel Salvini di turno e si mette a predicare a Casalbordino..come la mettiamo con l’occupazione abusiva del suolo pubblico, comizio e manifestazione non autorizzata.

Ma facciamo finta che pagando il dovuto che sborda il migliaio eurino ai preposti si possa chiudere un occhio e il Gesu’ si metta a distribuire pane e pesci…

naaaa scherziamo interverrebbero i vari Nicola Immacolata etc etc..

Da dove arrivo sto pesce? E’ tracciato? E’ fresco?E il certificato dell’Asl dove cazzo sta? E ci sta pure il vino che minchia di vino e’? Tavernello, Chianti? Bardolino?Montepulciano? Pecorino?

Giovanotto barbuto ma lei chi crede di essere?

Cristo

Non bestemmi per favore che qui siamo vicini a Miracoli….

O Gesu’..sono Cristo…

Giovanotto lei e’ in multa per aver spacciato prodotti alimentari e per aver bestemmiato e poi da dove viene?

..Dalla Palestina.

Minchia Gargiulo..sto infame e’ un terrorista e vuoi vedere che ce l’ha mandato l’Isis per contaminarci e cercare adepti con la scusa del pallone da spiaggia..Arrestiamolo..

Ora mettiamo che la gente per bene da’ una mano e fa’ scappare il povero redentore..

Pfiuuu o padre ma ‘do cazzo sono capitato, questi son tutti pazzi.

Cammina cammina finisce all’ospedale di Vasto dove gente in barella si lamenta e allora lui comincia ad operare…

Figliolo alzati e cammina..e tu che hai? Non vedi? Con la sola imposizione delle mani in verita’ ti dico che ora vedi..

Miinchia un casotto..gia’ il primario parente di quello che ha la concessione di CasalbordinoLido che corre..

Ma chi e’ quello? Un medico nuovo..Un abusivo che ci fotte i pazienti di CasalbordinoLido .

Ed ecco che arriva la polizia chiamata dal solito che si fa’ i cazzi degli altri..

Documenti..ha la licenza per esercitare la professione di medico?..

Chi? Io? Io non sono medico..faccio miracoli e stop.

Eccone un altro..giovanotto ci segua in commissariato..

E’ lunga e fuori piove sempre ma con vento aggiunto e mare con le colombelle, quindi Concludo..

No No, ai giorni nostri certe cose non si possono fare soprattutto campi da gioco nell’ampia zona spiaggiosa retroconcessionata, pero’ sono convinto che qui Gesu’ non sarebbe finito in croce e soprattutto non sarebbe nato il cristianesimo.

Recito tre PaterAveGloria per le blasfemita’ di cui sopra.




Agli addetti ai lavori per le prime righe del post do’ l’aggiornamento evidenziando che il Responsabile del V° settore in quel del comune di Casalbordino nella persona di Maurizio Aquilano con protocollo N° 7680 del 20 Agosto 2015 in attinenza alle Attivita’ nelle spiagge abruzzesi, autorizza sino al 30 Agosto c.a. (per adesso), il posizionamento di una rete da Beach Volley solo per fini ludici con responsabilita’ a carico
del buon Giuseppe Bologna di cui pongo alcune istantanee.

Richiesta educata di Giuseppe Bologna


 L'autorizzazione


Forza ragazzi..ludicatevi



domenica 16 agosto 2015

Pellegrinaggio.

Il cammino di Santiago di Compostela e’ il lungo percorso che i pellegrini cristiani sin dal Medioevo intraprendono attraversando Francia e Spagna per arrivare al Santuario dove sarebbe conservata la tomba dell’Apostolo Giacomo il Maggiore.
Nel 1987 il consiglio d’Europa ha riconosciuto l’importanza dei percorsi religiosi culturali che attraversano l’Europa per giungere a Santiago, dichiarando la via “Itinerario culturale europeo”, mentre le strade franco spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanita’ dall’Unesco, il percorso, a seconda del sentiero che si intraprende, misura circa 800 Km per la durata di un mese.
Le statistiche ufficiali dell’anno scorso (2014) hanno registrato oltre 230.000 pellegrini arrivati alla fine del percorso a piedi o in bicicletta, mentre nel primo semestre di questo anno ha gia’ toccato quota 136.000 e su questo tema posto le vignette del magnifico Nat che ne ha fatto diario e cultura che in prima persona ha fatto il percorso per ben due volte e lo ha tradotto in strisce come i precedenti viaggi fatti a Berlino, Ibiza e pure il w.e. in quel di Como e mo’ tocca voi prendervi un mese e fare sti 800km che sono gli stessi che fo' me per la traversata con meta Casalcastighino ma con la CLVI. 
Pax vobis e bevete un sorso di corda. (sursum corda)